
…Qui ne vasto bosco delle colline a ridosso di piccole alture montuose, che da diversi anni mi accoglie, vestita per l’occasione, trasformando in una maschera interiore, un incontro
immaginario pe questo esemplare selvaggio di questa amata terra.
Un immagine insolita, un momento di profonda comunione: il mio essere,
etereo e quasi trasparente, si fonde con la solidità in cui ci abita indisturbato.
il mio corpo, un ombra di luce si sovrappone in questa nitida figura. Non c’è scontro,
ma una silente, un dialogo sospeso nel tempo. scegliendo non per caso in un mio brano,
Non è un grido di dolore, ma un ECO alla solitudine e della forza di questa natura. Il bosco
che dovrebbe essere un rifugio di pace, che si RIVELA dove Non c’è pace…come recita la prima
frase del mio omonimo brano. Umana e la mia essenza selvaggia tra desiderio e quiete, il lamento interiore che mi spinge a creare. I gradini di pietra i muretti non sono un confine ma un passaggio, un invito a scendere e a perdersi in questa terra che in qualche modo mi appartiene.
Questo scatto è il punto di partenza, il primo respiro di questa mia performance. il momento in cui
l’umano è il selvaggio s’incontrano per raccontarsi la stessa mirabile storia.